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Telemarket, c'è ancora una speranza
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La presentazione di Rimini-San Marino
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martedì 17 agosto 2010 - 08:16
Campanini :"Finchè la matematica non ci condanna, abbiamo il dovere di crederci"

Si era fatto trovare subito pronto anche lo scorso maggio, quando aveva sostituito, e molto bene, l’infortunato Carvajal nell’hot corner. Ora, a tre mesi di distanza, Mattia Campanini ha saputo ripetersi, anche se questa volta è stato chiamato a prendere il posto di Jack Santora sul cuscino di seconda base. Complice infatti il problema muscolare al polpaccio del compagno (che è comunque in fase di guarigione), lo scorso mercoledì il 23enne interno dei Pirati ha bagnato il proprio esordio nel round robin di semifinale, e il caso ha voluto che ciò avvenisse proprio contro la squadra della città in cui è nato. E così, nello sfortunato trittico contro i ducali, una delle poche note positive, successo vitale in garatre a parte, è arrivata proprio dalle ottime prestazioni dell’ex Riccione.

“Naturalmente non ho mai avuto la pretesa di giocare nei play off al posto dei titolari – ammette il diretto interessato – sia perché si tratta di giocatori con più esperienza di me, sia perché, dopo essere scesi in campo per tutta la regular season, era giusto che fossero loro a disputare anche le semifinali. Da parte mia, ho cercato semplicemente di restare sempre concentrato e di allenarmi come se avessi dovuto giocare, in modo che, se ce ne fosse stato bisogno, non mi sarei fatto trovare impreparato. Questa opportunità poi è arrivata per davvero e io ho dato il massimo per sfruttarla fino in fondo. Alla fine, credo di esserci riuscito, anche in difesa, che rappresentava l’incognita maggiore. Inizio di stagione a parte, infatti, mi sono sempre allenato in terza base e così mi sono dovuto riadattare in fretta a quest’altro ruolo”.

In garauno, al tuo secondo turno in battuta, hai messo subito a segno il singolo del 6-0, quello che ha sancito la fine della prova di Martinez.

“Sì, ma in realtà, quando mi sono presentato nel box, ha cercato soltanto di fare cose semplici e di mettere la palla in gioco – è sempre Campanini a parlare –. Una volta in vantaggio nel conto di due ball, poi, sapevo di dover essere aggressivo e mi sono comportato di conseguenza”.

Dopodiché hai dato un contributo offensivo importante anche nelle due sfide di Parma.

“Sembrerà strano, eppure il mio segreto è stato quello di non aspettarmi niente di eccezionale ma di cercare di rendermi utile per la squadra. Quando mi sento bene, infatti, spesso capita che pretenda troppo da me stesso e che mi crei delle aspettative eccessive, confidando di avere risultati immediati. Questa volta, invece, non è stato così e questo atteggiamento mi ha dato ragione. Il resto lo ha fatto il lavoro in allenamento: seguendo i consigli di Mazzotti, in particolare, ho cambiato due o tre aspetti del mio giro di mazza che mi hanno permesso di avere un impatto migliore nel box. Insomma, sono molto contento e spero che, se ci dovesse essere ancora bisogno di me, io possa esprimermi ancora su questi livelli”.

L’unico rimpianto è rappresentato dal tuo errore sul bunt di Zileri al settimo inning di garadue, uno sbaglio che è pesato parecchio sull’economia della partita.

“Sinceramente pensavo che Zileri, dopo aver fallito il primo tentativo, non provasse più a fare il bunt ma giocasse per il ‘batti e corri’. Ecco perché sono partito in ritardo, arrivando così sul cuscino di corsa e non nel momento in cui avrei voluto. Colpa del mancato allenamento in seconda? Beh, magari sarei stato più preparato ma stiamo pur sempre parlando di una giocata automatica che, purtroppo, non ho eseguito al meglio. E’ stato un mio errore su un fondamentale, tutto qui”.

Dopo la triplice sconfitta incassata nel derby con la T&A, la Telemarket può recriminare anche per i due ko rimediati contro il Cariparma.

“E’ vero, il fatto è che sono stati spesso gli episodi a condannarci. A questo proposito, basti ricordare come quattro sconfitte siano giunte per un solo punto e per di più sempre in rimonta. Garauno con il Parma ne è stato il perfetto esempio, e quando si subiscono dei ko del genere, poi anche il morale si abbassa e tutto si complica. In fondo, è tutta una questione mentale, perché sono convinto che se contro il San Marino avessimo vinto la seconda partita, ampiamente alla nostra portata, tutto il nostro round robin sarebbe girato e avremmo messo a segno un bel filotto di successi. La stessa cosa dicasi per quanto riguarda la sfida di mercoledì scorso”.

Dopo essersi rivelato il migliore della regular season, il bull pen riminese sta accusando invece qualche problema nei play off.

“Mah, secondo me i partenti hanno sempre svolto appieno il proprio dovere. Il problema, semmai, è che con la partenza di Serrano e un Schiavoni reduce dall’infortunio, le rotazioni dei rilievi sono state rivoluzionate e questo ci ha tolto qualche certezza. E poi bisogna anche dire che la difesa, che si è comportata tutto sommato bene, in alcune occasioni non ha dato una grossa mano ai lanciatori, soprattutto nei momenti di difficoltà. E così, alla fine, il reparto che ha destato la maggior impressione è stato l’attacco, smentendo tutti coloro che vedevano il nostro line up più debole di quelli altrui”.

Nonostante tutto, però, la Telemarket ha ancora una sottilissima speranza di raggiungere la finale.

“Finché la matematica non ci condanna, dobbiamo continuare a crederci. La squadra c’è e il gruppo è ben saldo, per cui niente ci è precluso. Sabato scorso abbiamo dimostrato di essere una formazione che non molla mai, perché nonostante la situazione sfavorevole abbiamo saputo imporci in una gara tutt’altro che facile. Adesso dobbiamo fare di tutto per portare via tre partite al Bologna e confidare in un duplice successo del San Marino sul Parma”.

Massimiliano Mussoni


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