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Martedì sera i Pirati ospiti del Panathlon
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Alla Nazionale Azzurra la vittoria nell'All Star Game
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Il giornalino dei Pirati
• Edizione speciale Playoff 2013
lunedì 14 marzo 2011 - 10:53
Il resoconto della serata

Per una sera il Panathlon Club Rimini si è colorato di neroarancio e ha visto i Pirati grandi protagonisti della conviviale tenutasi ieri presso il Clarion Hotel Admiral Palace. Tema della serata, alla quale hanno preso parte la società di via Monaco, con il presidente Rino Zangheri in testa, il manager Olenberger, il pitching coach Catanoso e il duo Crociati-Chiarini tra i giocatori, è stato: “La Telemarket Rimini, un patrimonio dello sport riminese e italiano”.
A prendere la parola per primo, e non poteva essere altrimenti, è stato il presidente Zangheri, che ha voluto subito chiarire gli obiettivi stagionali dei Pirati per questo 2011: “Sono nel baseball da ormai più di 35 anni – ha detto il numero uno neroarancio – e da quando ricopro questo ruolo abbiamo sempre lottato per il vertice, vincendo undici scudetti e tre Coppe dei Campioni. Anche in questa stagione perseguiremo questi stessi obiettivi e abbiamo allestito un roster proprio per puntare a questo. Purtroppo negli ultimi sette, otto anni abbiamo assistito a una flessione del pubblico, tendenza che ha riguardato un po’ tutti gli sport minori, soprattutto a causa del calcio, che occupa la quasi totalità dell’interesse delle tv in campo sportivo. Bisognerebbe andare in America, dove si giocano ben 160 partite a stagione, di cui cinque in una settimana, e dove si trovano allo stadio tanti ristoranti e negozi. Ecco, mi piacerebbe che anche da noi la gente tornasse a riempire gli stadi, proprio come accadeva in passato. Il bello del baseball è che si tratta di un gioco che ti costringe a ragionare e che ti dà il tempo di chiederti che cosa potrà succedere”.
Per quanto riguarda le ultime stagioni, Zangheri ha commentato: “Purtroppo non sono giunti i risultati attesi e così abbiamo deciso di cambiare, affidandoci a un manager non ‘fatto in casa’ come Olenberger. Nonostante sia arrivato soltanto da un paio di settimane, ha già dimostrato di avere grinta e capacità, caratteristiche che apprezzo in maniera particolare e che voglio che il mio allenatore abbia. Dopo le esperienze poco positive delle scorse stagioni, abbiamo puntato su stranieri nati negli Stati Uniti, dai quali spero di non avere i problemi che si sono verificati in passato. Di questo, però, sono sicuro, perché abbiamo scelto quattro giocatori di assoluto livello”.
In un percorso ‘ideale’ di avversari da battere nella corsa verso lo scudetto, il presidente riminese ha messo, nell’ordine, il Nettuno, poi il San Marino e il Bologna in un’ipotetica finale. E se al prossimo sindaco chiederebbe innanzitutto “di restare unito e vicino a tutte le società sportive”, sui nuovi orari delle partite proposto dalla Federazione, Zangheri ha così risposto: “Dopo i risultati, in termine di pubblico, degli ultimi anni, con la flessione di cui parlavo in precedenza, si è pensato di fare questa prova, per vedere la risposta dei tifosi. Tra uno o due mesi tireremo le somme e decideremo se sarà il caso di continuare o tornare piuttosto al passato”.
Dopo aver ripercorso gli inizi di un amore, quello col baseball, datato estate ’72, il numero uno neroarancio ha concluso dicendo che “ogni anno penso di dire basta ma poi, non so perché, mi ritrovo sempre qui. Cosa succederebbe se io mollassi? Meglio guardare al presente, e poi morto un papa se ne fa un altro. Io, comunque, prima che presidente, sono innanzitutto un tifoso del Baseball Rimini e in tutti questi anni non avrei ottenuto i successi che ho avuto senza l’aiuto di validi collaboratori, perché una persona, da sola, non può fare nulla”.
Il microfono è poi passato a Larry Olenberger, le cui prime parole da neo manager della Telemarket sono state: “Sono onorato e contento di essere qui – ha dichiarato – anche perché io e mia moglie era da tempo che sognavamo di poter venire un giorno in Italia. I miei nonni, tra l’altro, erano di Lucca. All’inizio, appena arrivato, mi sono sentito un po’ spaesato, anche in considerazione delle brutte condizioni atmosferiche. Con l’aiuto della società e dei coach che mi affiancano, però, piano piano ho cominciato a sentirmi a casa e adesso sono molto soddisfatto del lavoro svolto finora con la squadra. Ci stiamo conoscendo e stiamo organizzando gli allenamenti, e quando finalmente saremo al completo, potremo lavorare tutti insieme. Sulla stagione sono molto fiducioso, non voglio fare pronostici ma credo che i nostri tifosi vedranno un bel baseball. Del campionato italiano non conosco granché, mi ha raccontato qualcosa mio figlio Kasey. Le caratteristiche delle mie squadre? Semplice: non devono concedere punti sul monte, devono giocare bene in difesa e devono essere forti in attacco”.
Il manager californiano dei Pirati (61 anni, di cui almeno una quarantina spesi su un diamante) ha poi parlato della propria esperienza in Vietnam: “Fino a qualche tempo non era un argomento di cui amavo raccontare, adesso invece ne parlo più volentieri, forse perché ne ho compreso il significato. Quell’esperienza, infatti mi ha insegnato il valore delle piccole cose e il rispetto per tutto e per tutti. E poi mi ha fatto capire di non dover dare nulla per scontato”.
“Conosco Larry da anni – ha replicato Chris Catanoso – e il nostro rapporto si è consolidato ulteriormente quando ho avuto modo di allenare suo figlio a Parma. Apparteniamo entrambi alla vecchia scuola e il fatto di condividere la stessa filosofia di baseball ci aiuta a lavorare con maggiore sintonia”.
La parola è quindi passata a Filippo Crociati che, in qualità di capitano, ha tessuto le lodi del nuovo manager: “E’ un grande comunicatore – ha confessato l’esterno centro della Telemarket – e da lui non possiamo fare altro che imparare tanto, così come dai giocatori americani. Anche noi italiani, comunque, ci siamo sempre difesi bene, compresi i giovani. Il ricordo più bello di tutti questi anni con la casacca neroarancio? Sicuramente lo scudetto del ’99, per come è stato vinto. Pronostici per questa stagione? Difficile farne, io dico soltanto che vogliamo tornare a vincere”.
Mario Chiarini, promosso ‘ufficiosamente’ a prossimo capitano (“lo farò per vecchiaia – ha detto ridendo – quando smetterà Filippo”), ha invece confessato: “Per me è stato naturale iniziare con questo sport e poi non ho più smesso. I momenti più belli? Impossibile dirne uno. Il baseball, infatti, mi ha dato la possibilità di vedere tanti posti e conoscere tante persone, vivendo esperienze uniche”. 

L’intera serata verrà trasmessa il prossimo venerdì alle 21 su Icaro Sport (canale 211).

 

 

 


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