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Intervista a Mauro Mazzotti
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• a cura di Cristiano Cerbara
giovedì 26 marzo 2009 - 17:32
a cura di Massimiliano Mussoni


Sa benissimo che, ad attenderlo di fronte a sé, troverà un compito tutt’altro che semplice. Eppure Mauro Mazzotti non si mostra affatto preoccupato dalla responsabilità di dover riportare il Baseball Rimini nel posto che più gli compete: lassù in alto, magari davanti a tutti. E le parole del neo manager dei Pirati ne sono l’esatta dimostrazione: “Tornare a Rimini dopo tanto tempo mi fa molto piacere – confessa il 49enne nativo di Cesena – perché in fondo, per un romagnolo come me, è come tornare a casa. Ci tengo a ringraziare il presidente Zangheri, che ha creduto in me dandomi fiducia. L’ultima volta che sono stato qui, in una sera di ottobre di dieci anni fa, ho lasciato uno stadio gremito di gente e spero che, col tempo e coi risultati, i tifosi tornino a riempire le tribune anche in questa stagione. Con che motivazioni ho accettato la proposta riminese? Beh, non si può rifiutare un’offerta da parte di una società così blasonata”.

Su quale sia l’obiettivo stagionale della Telemarket, Mazzotti non ha dubbi: “Chi veste questa maglia lo fa per vincere, e questo pur essendo perfettamente consapevoli di come, negli ultimi anni, il livello del campionato si sia alzato, diventando sempre più competitivo. Questo lo dimostra il fatto che, dopo la doppietta riminese del 1999-2000, nessun’altra squadra sia riuscita a riconfermarsi per due stagioni di seguito. Ormai il divario tra le squadre che si contendono il titolo e quelle che lottano per non retrocedere si è parecchio assottigliato”.

Quali saranno le principali avversarie dei Pirati? “Faccio una premessa: negli ultimi tre, quattro anni il campionato non l’ha vinto chi godeva dei favori del pronostico, bensì la squadra capace di incassare meno 0-3 possibili e di non lasciare troppe partite lungo il cammino. Con una stagione così compressa, infatti, ogni sconfitta può risultare fatale e non ci si può permettere pause, passi falsi o infortuni. In altre parole, durante il campionato gli equilibri possono spostarsi, e di parecchio, smentendo le previsioni della vigilia. Con la formula del round robin in semifinale, almeno, i play off non sono più la lotteria di prima. Per il resto, credo che tutte le formazioni si siano ben comportate sul mercato, confermando giocatori di valore e aggiungendone altri dal pedigree importante. Grosseto, tanto per citarne una, sembrava fosse in grave difficoltà e invece, alla fine, ha mantenuto tutti gli stranieri. Il Nettuno, con Nunez, ha fatto un grande acquisto, mentre bisognerà valutare quale peso avrà nel San Marino la perdita di due leader come Buccheri e Looney. Sul Titano hanno avuto comunque il coraggio di rivoluzionare una squadra vincente e sono certo che i nuovi arrivi non faranno rimpiangere i vecchi. Come dimenticare poi il Parma, che si è molto rinforzato, soprattutto dal punto di vista offensivo, anche se sul monte ha perso un elemento fondamentale come Natale, e il Bologna, che parte senza i favori del pronostico e poi chiude sempre la regular season al primo posto. Insomma, per riassumere, direi che sarà la solita lotta a sei per conquistare i quattro posti dei play off. La favorita? Quella che ha lo scudetto cucito sul petto, è sempre così”.

Un commento, doveroso, sulla Telemarket. “La squadra è forte e, ancor più importante, ben equilibrata nelle tre partite. In garauno il partente sarà Garcia, con Martinez rilievo e non closer: siamo infatti convinti di avere due ottimi pitcher, che si divideranno il lavoro. Per la seconda sfida, invece, abbiamo a disposizione quattro lanciatori, di cui due nuovi (Balboa e Gutierrez) e uno che ancora deve arrivare (Di Roma). Ecco perché prima valuteremo con calma e poi decideremo chi sarà il partente. Ciò che più mi interessa, comunque, è creare il giusto mix, in modo che tutti abbiano la possibilità di lanciare il maggior numero di inning e di restare motivati e in forma. In garatre, infine, cercheremo di riportare Patrone alle prestazioni del 2006 e di aumentare ancora il rendimento di Quattrini, che ha grosse potenzialità. Con l’aiuto di Bartolucci, saremo competitivi anche nell’ultima partita. Per il resto, Coffie e Rios si alterneranno tra prima base e hot corner, mentre in seconda a giocarsi il posto saranno Santora e Lo Cascio. In campo esterno, saranno in quattro a lottare per tre ruoli, ma ci sarà spazio per tutti. Tra l’altro, non dimentichiamo che Signorini è reduce da un lungo stop e che ci vorrà ancora del tempo perché recuperi al cento per cento. Tutte le decisioni, comunque, verranno prese andando avanti con la stagione, magari dando anche uno sguardo alle situazioni che ci troveremo di fronte. Abbiamo tanti mancini nel line up e, in qualche occasione, potrebbe essere utile inserire qualche destro in più. Nel complesso, comunque, credo di avere a disposizione un roster non corto ma nemmeno troppo lungo, e questo dovrebbe facilitarne la gestione”.

Senza dimenticare i tre giovani: Babini, Cherubini e Orrizzi. “Abbiamo tutta l’intenzione di valorizzare le nostre promesse, ma senza affrettare i tempi, perché a Rimini non puoi giocare se non sei pronto. Saranno comunque il punto di forza della formazione under 21 e, se lo meriteranno, avranno anche l’occasione di giocare con la prima squadra”.

Il destino ha voluto che alla prima giornata la Telemarketaffrontasse proprio il Grosseto. “Dopo la separazione burrascosa dal Montepaschi dello scorso agosto ho passato mesi difficili ma adesso, finalmente, è tutto finito e della vicenda se ne stanno occupando gli avvocati. Andrò comunque a Grosseto a testa alta, perché credo di aver svolto un buon lavoro. Voglio dire, in fondo ho vinto uno scudetto con una società che, nella propria storia, ne ha conquistati quattro in tutto…  A parte questo, siamo a un buon punto della preparazione e, se il tempo ci permetterà di giocare le cinque amichevoli che ancora ci restano, sono sicuro che ci presenteremo prontissimi all’esordio. Il calendario non è affatto semplice, soprattutto all’inizio, ed è per questo che dovremo partire subito bene, limitando i danni e giocandoci poi le nostre carte al ritorno, quando avremo parecchi scontri importanti in casa. Mi auguro soltanto di ritrovarmi all’ultima giornata contro il Bologna con i play off già in tasca”.

Per un manager che, unico in Italia, ha vinto uno scudetto in tre città differenti, resta un solo, grosso rammarico. “Sì, quello di non aver mai conquistato la Coppadei Campioni. Lo scorso anno mi è sfuggita per un paio di out, in futuro speriamo di fare anche quelle due ultime eliminazioni”.

   
Massimiliano Mussoni

   








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